Spettacoli | Cremona Dom 14/03/2010
NEL BUIO una bambina vestita di rosso
PROSA
durata: 50 minuti
“Io non ho paura del buio, però non spegnete la luce!”
Tutto comincia quando si deve andare a letto.
Un lungo percorso, preciso, misurato, non un passo di più, non uno di meno, da una stanza all’altra, da un interruttore all’altro, che si ripete…sempre uguale.
E poi il buio, il bosco, il lupo.
L’incontro tra il buio e una bambina.
L’incontro tra un corpo che cerca la luce e un vestito rosso.
Un corpo che nel buio, scoprendosi solo, viene preso dalla paura.
Indosserà il vestito per sfidare il bosco buio, il lupo, come già un’altra bambina ha fatto prima di lei.
Forse scoprirà che non ha più paura del buio…ma anche che non vuole che qualcuno spenga la luce.
Lo spettacolo si rifà alla fiaba di Cappuccetto Rosso, in quanto archetipo forte, e la ripercorre nei suoi tratti fondamentali: il bosco come luogo in cui perdersi o rischiare di perdersi, il Lupo e il buio, il rosso, colore della vita e del crescere.
Come il bambino si fa raccontare all’infinito la storia del Lupo e di Cappuccetto, così l’attrice, cercando un modo per attraversare il buio del proprio spazio interiore e quotidiano, la casa, si vestirà da Cappuccetto Rosso, sicura figura di riferimento nella sfida alla paura del buio.
La paura del buio è la paura di non essere amati, di crescere, di rimanere soli, di non essere in grado, di non saper fare, di sentirsi piccoli rispetto ai grandi e di sentirsi piccoli di fronte a tutte le richieste dei grandi…come anche quella di “non aver paura del buio”!
E così la protagonista proverà ad attraversare il buio, da sola, come Cappuccetto ha fatto prima di lei, ci riuscirà e si sentirà un po’ più grande e forte, ma esprimerà anche il desiderio di non essere sola in questa sfida e che un adulto la accompagni tenendola per mano e, se possibile, lasciando la luce accesa.
Lo spettacolo racconta la richiesta di amore di un bambino a un adulto, il bisogno di non essere lasciati soli di fronte a ciò che non conosciamo e allo stesso tempo la capacità di farcela ugualmente…”c’è sempre Cappuccetto Rosso che mi può aiutare”.
I bambini vedranno in scena un corpo che, attraverso la danza, i movimenti, le parole, alcune immagini, musiche e luci, si divertirà ad andare a letto nonostante la paura del buio.
Lo spettacolo usa il linguaggio del teatro-danza in interazione con immagini, originali e video, proiettate: in scena il movimento di un corpo che danza e dialoga con il movimento delle immagini proiettate.
Lo spettacolo si ispira alle seguenti fonti letterarie: Switch on the night di Ray Bradbury, Cappuccetto Rosso di J. e W. Grimm, L’uomo dei boschi di Hermann Hesse.
Martedi' 23 Marzo 2010 ore 9.30-11.00
durata: 50 minuti
“Io non ho paura del buio, però non spegnete la luce!”
Tutto comincia quando si deve andare a letto.
Un lungo percorso, preciso, misurato, non un passo di più, non uno di meno, da una stanza all’altra, da un interruttore all’altro, che si ripete…sempre uguale.
E poi il buio, il bosco, il lupo.
L’incontro tra il buio e una bambina.
L’incontro tra un corpo che cerca la luce e un vestito rosso.
Un corpo che nel buio, scoprendosi solo, viene preso dalla paura.
Indosserà il vestito per sfidare il bosco buio, il lupo, come già un’altra bambina ha fatto prima di lei.
Forse scoprirà che non ha più paura del buio…ma anche che non vuole che qualcuno spenga la luce.
Lo spettacolo si rifà alla fiaba di Cappuccetto Rosso, in quanto archetipo forte, e la ripercorre nei suoi tratti fondamentali: il bosco come luogo in cui perdersi o rischiare di perdersi, il Lupo e il buio, il rosso, colore della vita e del crescere.
Come il bambino si fa raccontare all’infinito la storia del Lupo e di Cappuccetto, così l’attrice, cercando un modo per attraversare il buio del proprio spazio interiore e quotidiano, la casa, si vestirà da Cappuccetto Rosso, sicura figura di riferimento nella sfida alla paura del buio.
La paura del buio è la paura di non essere amati, di crescere, di rimanere soli, di non essere in grado, di non saper fare, di sentirsi piccoli rispetto ai grandi e di sentirsi piccoli di fronte a tutte le richieste dei grandi…come anche quella di “non aver paura del buio”!
E così la protagonista proverà ad attraversare il buio, da sola, come Cappuccetto ha fatto prima di lei, ci riuscirà e si sentirà un po’ più grande e forte, ma esprimerà anche il desiderio di non essere sola in questa sfida e che un adulto la accompagni tenendola per mano e, se possibile, lasciando la luce accesa.
Lo spettacolo racconta la richiesta di amore di un bambino a un adulto, il bisogno di non essere lasciati soli di fronte a ciò che non conosciamo e allo stesso tempo la capacità di farcela ugualmente…”c’è sempre Cappuccetto Rosso che mi può aiutare”.
I bambini vedranno in scena un corpo che, attraverso la danza, i movimenti, le parole, alcune immagini, musiche e luci, si divertirà ad andare a letto nonostante la paura del buio.
Lo spettacolo usa il linguaggio del teatro-danza in interazione con immagini, originali e video, proiettate: in scena il movimento di un corpo che danza e dialoga con il movimento delle immagini proiettate.
Lo spettacolo si ispira alle seguenti fonti letterarie: Switch on the night di Ray Bradbury, Cappuccetto Rosso di J. e W. Grimm, L’uomo dei boschi di Hermann Hesse.
Martedi' 23 Marzo 2010 ore 9.30-11.00


