Spettacoli | Salsomaggiore Lun 08/03/2010
CLAUDIA ANDREATTI: “RIPENSARE MISS ITALIA. ECCO LE MIE PROPOSTE”
Claudia Andreatti, Miss Italia 2006, prendendo spunto dalla festa dell’8 marzo e dal dibattito in corso sui temi della dignità della donna e sulla sua “presentazione” sui canali televisivi, ha fatto una proposta sulle modifiche che potrebbero essere apportate alle serate di Miss Italia con un articolo scritto per l’associazione culturale “Fare Futuro”.
“Parto – scrive Claudia, che oggi è conduttrice televisiva - da un’esperienza vissuta in prima persona, quella di Miss Italia (con molti aspetti positivi ma anche più d’uno critico) che, a mo avviso, andrebbe ripensata proprio nell’ottica di una valorizzazione della dignità, del garbo e del genio femminile. Parlo del concorso, appuntamento annuale e rituale (ha superato i 70 anni), del suo formato, del suo messaggio e… di come potremmo migliorarlo”.
Claudia cita Miss America, concorso in cui l’obiettivo è ricercare una “role model” non solo una “top model”. Quindi – aggiunge - una persona esemplare, che incarni sensibilità, stili di vita, alimentazione sana e bilanciata, radicamento nel sociale… destinata, nei mesi successivi all’incoronazione, a divenire una “spokesperson”, una portavoce delle istanze sociali, che con il proprio titolo giri il Paese e (secondo la specifica dicitura degli organizzatori) “educhi milioni di Americani su istanze importanti”.
“Mi piacerebbe, avendole vissute, che quelle serate fossero un momento in cui poter presentare agli italiani delle persone esemplari (anche pensando alle adolescenti che seguono il programma), che siano giudicate su indicatori educativi, che vadano oltre l’estetica. Si è molto detto del numero delle serate, passate finalmente e con la conduzione molto garbata di Milly Carlucci, da quattro a tre. Ma vogliamo ricordarci che, se ci soffermiamo esclusivamente sul pur importante lato estetico facciamo un programma “stagnante”? Che finiamo per scivolare immancabilmente in volgare anedottica da caserma, tipo il finissimo concetto di “lato B”? Che, soprattutto, diamo alle giovani italiane il messaggio che l’estetica è l’unico parametro?”
“Sarebbe bello – prosegue l’articolo - e Milly Carlucci ha meritoriamente cercato di farlo nel 2009, se davvero volessimo animare le tre serate del concorso, prevedere un’articolazione più composita. Mi permetto, con spirito costruttivo, di proporre di seguito alcune idee su come potremmo migliorare il concorso, avendo come bussola la dignità della persona (ed un doveroso occhio agli ascolti).
La prima serata potrebbe avere il titolo Tutto il mondo è paese’. Le partecipanti (7/8) di ogni regione presentano cinque aspetti positivi del loro territorio e altrettanti aspetti negativi documentati con foto e/o video realizzati dalle stesse ragazze. Esempi positivi, evidentemente, sono opere d’arte, servizi offerti ai cittadini, paesaggi rispettati grazie a incentivi per costruzioni biocompatibili, centri di aggregazione (oratori, centri sportivi e ricreativi), centri raccolta differenziata, visite gratuite per gli studenti ai musei locali etc…. Esempi negativi, altrettanto evidentemente, abusivismo, industrie inquinanti, opere pubbliche promesse e mai realizzate, costruzioni lasciate a metà, discariche abusive,-opere d’arte non curate etc.. Gli aspetti positivi esaltano le bellezze della regione, l’efficienza di Comuni e province, stimolando lo spettatore a visitare i luoghi meritevoli anche al di fuori della propria regione d’origine (si può prevedere un diretto intervento di ogni regione che, durante le serate, mette in palio weekend gratuiti in località turistiche, più o meno note, per i telespettatori). Un occhio di riguardo anche al rovescio della medaglia, sottolineando gli aspetti meno piacevoli della località, dovuti magari a negligenza dell’amministrazione locale, stimolando così gli addetti ai lavori a una repentina risoluzione della carenza. Questa ‘ricerca’ porterebbe a una conoscenza più approfondita del territorio italiano e delle ragazze stesse, in quanto si verrebbe a contatto con i luoghi in cui sono nate e cresciute. Televoto da casa per la regione preferita con pregi e difetti, e conseguente voto per le ragazze che meglio hanno saputo farsi portavoce della loro terra. Giuria in studio formata da esponenti di spicco in ambiti diversi di nazionalità straniera ma residenti in Italia. La vincitrice del concorso, durante l’anno, avrà il compito di effettuare sopralluoghi sull’intero territorio nazionale per constatare il concreto impegno degli enti regionali nella risoluzione delle pecche emerse in precedenza, testimoniando il tutto con video e foto che verranno inserite nel canale web del concorso e nei siti online dei comuni e delle Apt locali.
Una seconda serata potrebbe avere come titolo ‘Sapori di casa mia’.Bellezza significa anche alimentazione sana ed equilibrata. Le ragazze andranno a visitare aziende alimentari che producono cibi biologici, prodotti tradizionali lavorati interamente in Italia con materie prime nostrane. Una serata quindi verrà dedicata ai sapori genuini ‘made in Italy’ e ogni ragazza sceglierà delle materie prime e, con l’aiuto della nonna o della zia, comporrà un piatto sano, gustoso e veloce. Giuria in studio composta da 50 nonni italiani che valuterà la complicità nipote-nonno/a, e la capacità del nonno/a di tramandare al nipote il valore della tradizione anche tramite una semplice ricetta. E’ un tentativo di sensibilizzare il pubblico a casa, sia sull’importanza della scelta mirata di ciò che consumiamo, sia sull’inestimabile valore esistente all’interno del nucleo familiare e della stessa ‘società dei nonni’. Il televoto da casa premierà le ragazze che si saranno mostrate più disponibili ai preziosi consigli della nonna e alla simpatia e all’affiatamento mostrati dalla coppia durante l’esibizione.
La terza serata potrebbe avere come titolo ‘La ‘mise’ fa …. La miss’. Nonostante il popolare detto sostenga che l’abito non fa il monaco, sempre più, ai giorni nostri, vale l’affermazione opposta, risultando così essere molto importante, fra giovani e meno giovani, il modo in cui ci si presenta, anche tramite il look. Un determinato ‘outfit’ dovrebbe esteriorizzare coscientemente emozioni, stati d’animo e caratteristiche peculiari di chi lo indossa, ma non sempre purtroppo avviene poiché spesso e volentieri ci si rifà ad uno stereotipo, un’immagine che non ci corrisponde e che non rispetta il nostro originale modo d’essere e quindi d’apparire, veicolando così all’esterno una figura equivoca ed erronea di noi stessi.
L’obiettivo è quindi quello di indurre la ragazza ad una scelta più consapevole del suo abbigliamento composto da indumenti idonei alla sua età e alla sua natura, sfatando il triste e attuale mito collettivo che ‘per apparire bisogna svestire’. Con questa premessa alle concorrenti verrà consegnata una modica somma prestabilita, con la quale potranno costruire il loro look recandosi personalmente in negozi di abbigliamento e accessori. Fondamentale risulterà essere anche la gestione dei soldi da parte della ragazza, la quale dovrà ottimizzare al meglio la cifra concessale, evitando inutili sperperi.
La giuria in studio, composta da consulenti d’immagine, valuterà l’armonia complessiva della mise sottolineando pro e contro la scelta fatta dalla ragazza. Il televoto da casa premierà le concorrenti che avranno dimostrato che ci si può vestire dignitosamente anche con un budget limitato e soprattutto che la vera eleganza e bellezza di una donna non si esprimono necessariamente con abiti che lasciano poco o niente all’immaginazione.
Risultato: al termine delle tre serate avremo coinvolto più soggetti ed istituzioni, garantendo alla serata audience e partnership; avremo garantito alle ragazze una crescita personale ed una prospettiva di vita più equilibrata ed ispirata ad un principio di dignità; avremo garantito agli spettatori una maggiore conoscenza delle ragazze, della Penisola e di modelli positivi che trainano il nostro Paese.
Speriamo che la ricorrenza odierna ed i mesi prossimi – conclude Claudia Andreatti - possano essere dedicati ad una riflessione in merito, per realizzare una positiva rivoluzione dignitaria della comunicazione in Italia”.


