Domenico Pozzovivo 2° al Giro della Romagna
Rimini - Altra ottima prestazione dello scalatore lucano, battuto solo da Sinkewitz
Monia Baccaille tricolore anche nell'Omnium
Roma - Terzo titolo italiano su pista per la perugina
COPRA MORPHO BAKERY
Piacenza - Mario Boni dalla casacca all'abito dirigenziale
Guderzo e Baccaille tricolori nell'inseguimento a squadre
Mori - Conquistato l'oro nella prima giornata del Campionato Italiano su Pista
Team Endurancenter Trenkwalder Paracycling: una maglia iridata e tre argenti
Parma - Ottimo bottino ai campionati mondiali di paraciclismo corsi in Canada: oro per Tarlao nella crono, due argenti per Farroni e uno per BargnaTeam Endurancenter Trenkwalder Paracycling: una maglia iridata e tre argenti
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Parma - Ottimo bottino ai campionati mondiali di paraciclismo corsi in Canada: oro per Tarlao nella crono, due argenti per Farroni e uno per Bargna
Dalla under 16 arrivano Debora Carini e Alice Pizzasegola
Piacenza - La Rebecchi Volley Piacenza continua a seguire decisa la linea verde ed e' lieta di annunciare la promozione in prima squadra delle giovanissime Debora Carini e Alice Pizzasegola, entrambe provienenti dalla RebecchiLupa Piacenza under 16.Chiappafreddo medaglia di bronzo con la Grecia juniores
Piacenza - La nazionale greca guidata da Gianni Caprara e dal vice Mauro Chiappafreddo, da quest'anno primo allenatore della Rebecchi Volley Piacenza, ha ottenuto un ottima medaglia di bronzo nel Campionato Balcanico Femminile Juniores.
Monia Baccaille quarta alla Route de Franceþ
Francia - Settima piazza per Antoshina nel prologo della corsa francese
Agli studenti del Rondani il censimento degli impianti comunali
Parma - Un vero e proprio censimento anagrafico e tecnico, con tanto di rilievi topografici e caratteristiche quali-quantitative: il database finale verra' utilizzato dai tecnici del Comune per redigere il Global service di manutenzione degli impianti sportivi
Anna Grizzo nelle Parma Volley Girls
Parma - La schiacciatrice-opposto ventiseienne si e' messa in luce nell'ultima stagione in serie A1 con la maglia della Riso Scotti Pavia
Pallamano: il calendario del campionato
Parma - L'AZETA Cariparma esordira' in trasferta il 2 ottobre in un derby con il Romagna di Domenico Tassinari
MacignoVivo - trekking e attivita' outdoor
Parma - Nordic Walking al Parco, escursione in notturna al Cippo del Montefuso..ce n'e' per tutti i gusti. Ecco come partecipareAppuntamenti
Una mostra a suo modo completa, nel senso che presenta opere fondamentali per tutti i maggiori momenti dell'attività artistica del maestro. Comprese alcune celebri icone come La spiaggia, Comizio, Spes contra spem, Caffè Greco, eccezionalmente prestato dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.
Una mostra antologica, quindi, che prende idealmente spunto dalle quattro opere di Guttuso presenti nella collezione permanente della Magnani Rocca e dal cospicuo fondo epistolare che mette in luce i rapporti tra il maestro e Luigi Magnani. Una motivazione ulteriore viene dal ricordo della grande mostra che nel 1963 Parma dedicò a Guttuso, mostra in cui era esposto il monumentale olio La spiaggia (4,5 metri di base) che il maestro di Bagheria destinò alla Galleria Nazionale di Parma e che sarà tra i capolavori presentati alla Magnani Rocca.
Sessantacinque opere, sceltissime, per documentare l'intensità espressiva del momento formativo, all'inizio degli anni trenta, il sentito realismo espressionista, fino al vitalismo rinnovato della sua ultima stagione.
Queste le sezioni su cui si dipana il percorso espositivo: "l'artista, il suo mondo, gli amici; i ritratti"; "il realismo sociale e bellico, il lavoro, la politica"; "la vita collettiva/la solitudine, i divertimenti, il realismo allegorico, l'eros"; "gli interni, le nature morte, i paesaggi". Per offrire ai visitatori l'opportunità di confrontarsi con un artista che aveva un'idea forte della funzione dell'arte nella società, una concezione che oltrepassava le mura dello studio; al di fuori, dentro o contro movimenti artistici, che lo vedono protagonista o escluso, spesso polemista sanguigno e colto.
Oggettivamente Guttuso è stato per più di cinquant'anni uno straordinario testimone dei tempi, in grado di rappresentare con le sue opere, ma anche coi suoi scritti, il realismo della condizione umana con le sue sofferenze, i suoi miti, le sue passioni. Lui che in politica e in amore trasfuse passione viscerale, offrendo spunti frequenti ai rotocalchi, al punto da divenire, in vita e ancor più dopo la morte, uno dei personaggi più citati dalle cronache.
Se La spiaggia, Comizio, Caffè Greco, Spes contra spem sono le icone, certamente alta è la qualità anche delle altre opere proposte dalla mostra: a cominciare dalle splendide, drammatiche nature morte che, negli anni quaranta, facevano presagire la tragedia della guerra e della catastrofe, fra realismo organolettico e narrativo postcubista. Oppure i personaggi del "realismo sociale" e poi di quello "esistenziale" degli anni cinquanta, fino alle situazioni del suo particolare "realismo memoriale", evocativamente visionarie.
Oltre che dal museo madrileno le opere provengono da importanti musei italiani e da celebri collezioni, come la Collezione Barilla d'Arte Moderna, la Collezione Bocchi e la Fondazione Francesco Pellin, originata, quest'ultima, dal rapporto di amicizia fra il pittore e l'industriale varesino Pellin, testimoniata da una raccolta di opere guttusiane di grande bellezza e dal sostegno mecenatesco alla pubblicazione del Catalogo Generale del pittore, curato da Enrico Crispolti, autore anche del saggio principale del catalogo della mostra.
Dalla mostra emerge un artista capace di intessere rapporti con altri artisti, anche impegnati in discipline diverse: scrittori come Moravia - raffigurato da Guttuso in un celebre ritratto - , scultori come Manzù - che gli dedicò il monumento funebre di Bagheria dove è sepolto - , musicisti come Nono, poeti come Pasolini, Montale, Neruda grandi maestri della pittura come Picasso, Sutherland, ebbero con lui rapporti di amicizia e di feconda collaborazione artistica.
E anche per questa visione olistica dell'arte, Guttuso trova comunanza di linguaggio con Luigi Magnani, imprenditore ma soprattutto uomo di cultura che, nella sua magnifica dimora, si circondò di opere d'arte che comprendono Gentile da Fabriano Dürer, Tiziano, Van Dyck, Rubens, Füssli, Goya, Canova, Monet, Cézanne, ma anche una emozionante sequenza di artisti a lui contemporanei e spesso amici, Morandi, De Pisis, lo stesso Guttuso.
GUTTUSO. Passione e Realtà
Mostra e catalogo a cura di Stefano Roffi con saggio in catalogo di Enrico Crispolti e interventi di Alberto Mattia Martini e Stefano Roffi. Edizioni Gabriele Mazzotta.
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4,
Parma - Mamiano di Traversetolo.
Dall'11 settembre all'8 dicembre 2010.
Orario: dal martedì al venerdì orario continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17)
sabato, domenica e festivi orario continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso.
Ingresso: ? 8,00 valido anche per le raccolte permanenti - ? 4,00 per le scuole.
Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337 info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it
Aperto anche 1° novembre e 8 dicembre.
Prorogata a sabato 25 settembre la data di scadenza del Premio “Economia Verde Emilia Romagna”, l’iniziativa di Legambiente rivolta alle aziende della regione promotrici di politiche imprenditoriali a favore dell’ambiente
Il termine per presentare le candidature è stato posticipato di venti giorni a seguito delle diverse richieste da parte dei candidati di avere maggiore tempo a disposizione dopo il fermo estivo.
L’iniziativa, organizzata da Legambiente Emilia Romagna, col contributo di Coldiretti Emilia Romagna e i patrocini della Regione Emilia Romagna, Aster, Anit e Unioncamere Emilia Romagna, era stata presentata sabato 12 giugno 2010 a Bologna presso la sede di Legambiente regionale.
La Congregazione per le Cause dei Santi della Curia Vaticana ha deciso la data della beatificazione di Madre Maria Adorni fondatrice delle Suore Ancelle dell’Immacolata di Parma.
Avverrà domenica 3 ottobre p.v. proprio a Parma.
Sarà una delle prime beatificazioni che avverrà a livello locale. Successivamente verranno comunicate le modalità con cui avverrà tale importante avvenimento per la Suore Ancelle dell’Immacolata (dette anche suore del Buon Pastore) e per tutta la Diocesi di Parma.
A questo grande protagonista dell'arte del Settecento, uno dei più straordinari pittori di tutti i tempi, Ferrara Arte dedicherà dal 17 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011 un'importante mostra, la prima mai consacrata all'artista nel nostro paese. L'esposizione è organizzata in collaborazione con il Museo del Prado di Madrid, che la ospiterà dopo la tappa italiana, ed è curata da Pierre Rosenberg, massimo esperto di Chardin, membro dell'Académie Française e già direttore del Musée du Louvre.
Chardin è l'artista francese che ha avuto maggior influenza sulla pittura moderna. L'aver elevato gli oggetti di uso quotidiano e i gesti delle persone comuni a materia di rappresentazione artistica ne fa il vero erede di Vermeer e, al contempo, il punto di riferimento per artisti del calibro di Cézanne, Matisse, Braque e Morandi. Ma Chardin non è solo uno dei più influenti artisti del Settecento, è anche uno dei più originali. Egli infatti rifiuta, sin da giovanissimo, i percorsi didattici accademici ed è uno dei pochi a non aver mai effettuato il viaggio in Italia. Tra tutti i generi pittorici evita proprio quelli che nella Francia del secolo dei lumi sancivano la statura e la fortuna degli artisti, e cioè i dipinti di soggetto storico o mitologico.
Nonostante ciò, nel 1728 l'Académie Royale de Peinture et de Sculpture - alla quale Chardin aveva sottoposto la propria candidatura con le prime impressionanti nature morte - riconosce il suo talento e lo accoglie nei suoi ranghi come pittore di frutta e di animali. La scelta del genere della natura morta, apparentemente minore, non ne vincola il successo e Chardin si impone presto sulla competitiva scena parigina. Nel corso del decennio successivo, egli estende la propria ricerca anche alla figura umana, effigiata perlopiù in ambienti domestici e nello svolgimento di semplici mansioni quotidiane, in scene in cui i ceti più umili sono associati ai rampolli della borghesia francese. Nascono così capolavori come Il garzone d'osteria, La governante o Il giovane disegnatore ai quali si affiancano le toccanti raffigurazioni delle attività ricreative dei giovani come le Bolle di sapone, la Bambina che gioca col volano o il Bambino con la trottola.
In ciascuna di queste opere, attraverso una tecnica pittorica stupefacente, incentrata sul rapporto tra tono e colore e sulla variazione degli effetti di luce sugli oggetti e sulle persone, l'artista riesce a trasmettere all'osservatore l'emozione provata di volta in volta di fronte al soggetto. È con questo spirito che Chardin dipinge, ad esempio, il Mazzo di fiori (c. 1755) uno degli esiti più alti della sua arte, dove la straordinaria freschezza di esecuzione e la tavolozza dai colori audaci appaiono del tutto inedite rispetto alle opere dei suoi contemporanei.
Il successo dell'innovativa pittura di Chardin è registrato dalle reazioni del pubblico alle tele che l'artista espone al Salon a partire dal 1737. Entusiasti, ad esempio, i pareri di alcuni intellettuali tra cui Denis Diderot, che nel 1763 osanna pubblicamente il realismo delle nature morte del pittore. Chardin è molto apprezzato anche dal re di Francia Luigi XV, al quale il pittore dona la Madre laboriosa e il Benedicite, ricevendo in cambio la stima del sovrano e, nel 1757, il grande privilegio di dimorare e lavorare al Louvre.
Verso il 1770 i problemi di salute lo inducono a rallentare l'attività e ad abbandonare progressivamente la tecnica ad olio. Con un gruppo di ritratti a pastello si conclude la lunga carriera di un artista che per tutta la vita aveva concepito la pittura come un mezzo per conoscere la realtà, evitando con cura i contenuti aneddotici, e mirando a raggiungere un'arte senza tempo che riflettesse un'armoniosa perfezione tra forma ed emozione.
La mostra di Ferrara e Madrid offrirà l'occasione di ripercorrere le tappe salienti del percorso artistico di Chardin attraverso un'ampia selezione di opere provenienti da musei e collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. La rassegna spazierà così dalle nature morte giovanili alle scene di genere della prima maturità, fino al ritorno agli oggetti degli anni Cinquanta e agli straordinari capolavori dell'ultimo periodo.
Un appuntamento che si preannuncia imperdibile e che aspira a far scoprire al pubblico italiano un'artista che Vincent Van Gogh riteneva «grande come Rembrandt».
CHARDIN. Il pittore del silenzio. Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 17 ottobre 2010 - 30 gennaio 2011. La mostra, a cura di Pierre Rosenberg, è organizzata da Ferrara Arte e dal Museo Nacional del Prado di Madrid, in collaborazione con le Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, il Comune di Ferrara, la Provincia di Ferrara, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, la Cassa di Risparmio di Ferrara e Parsitalia Real Estate. Catalogo a cura di Pierre Rosemberg edito da Ferrara Arte.
Aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalle 9.00 alle 19.00
Aperto anche 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio
Melozzo da Forlì: la mostra più completa mai proposta
I capolavori di Mantegna, Piero della Francesca, Bramante e Raffaello
affiancheranno quelli del maestro forlivese
"Senza Melozzo, il Cinquecento di Raffaello e Michelangelo non sarebbe mai esistito". L'opinione di Antonio Paolucci,direttore dei Musei Vaticani, rende perfettamente l'idea di quanto il maestro forlivese abbia "pesato" sull'intero Rinascimento.
Dal 29 gennaio al 12 giugno, la sua città natale, Forlì, lo celebra con la più completa esposizione che mai gli sia stata dedicata. Al San Domenico saranno riunite praticamente tutte le opere "mobili" dell'artista, riunendo anche gli affreschi staccati del colossale ciclo da lui creato per l'abside della Chiesa dei Santi Apostoli a Roma, ciclo disperso tra Musei Vaticani e Quirinale.
La mostra proporrà inoltre capolavori dei grandi, da Mantegna, a Piero della Francesca (in mostra anche la sua "Madonna di Sinigaglia"), Bramante e Berraguete, da cui Melozzo trasse insegnamenti e suggestioni o che, come il Beato Angelico, Mino da Fiesole, Antoniazzo Romano, frequentò nella Roma pontificia. Infine un ampia sequenza di opere, selezionate per precise affinità, di artisti che a lui si ispirarono, in particolare Raffaello presente in mostra con un nucleo strepitoso di capolavori, e che di lui furono allievi, e tra tutti il Palmezzano.
Insieme a opere di Perugino, Benozzo Gozzoli, Paolo Uccello, a comporre una emozionante carrellata di grandi interpreti di uno dei momenti più felici della storia dell'arte.
La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì, è curata da Antonio Paolucci, Daniele Benati e Mauro Natale. L'allestimento sarà curato dallo Studio Wilmotte et Associes di Parigi e Lucchi & Biserni di Forlì.
Informazioni e prenotazioni:
HYPERLINK "http://www.mostrafiori.com" www.mostramelozzo.com Mostra tel. 199 199 111
Visite guidate e laboratori tel. 02 43 35 35 25 HYPERLINK "mailto:servizi@civita.it" servizi@civita.it









